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Storia dell'Agopuntura (AP)

In cinese si parla di “Medicina Cinese”  (Zhong Yi) in opposizione alla Medicina Occidentale, la medicina allopatica (Xi Yi), intendendo in questa accezione una
disciplina che va dall’Imperatore Giallo alla moderna elettroagopuntura.

”Tradizionale” è un aggettivo che sottolinea il rifarsi ad una consolidata "tradizione" (mentre questa è stata completamente disconosciuta nella medicina occidentale) anche a sottolineare una continuità che va dagli aghi di pietra all'agopuntura col laser. 
La Medicina Cinese vede le sue origini nella preistoria, perciò, inevitabilmente, il mito ne è parte integrante. La versione più diffusa sull’origine della civiltà cinese fa ricorso al mito di Pan Gu, l’uomo primordiale dal cui smembramento avrebbe avuto origine l’universo (gli esseri umani sarebbero derivati dai suoi pidocchi). Seguono poi, (a seconda delle varie versioni storiche) diverse serie di imperatori leggendari, detti predinastici che coprono il periodo che arriva fino al 3000 a. C. circa.

Questi imperatori predinastici sono considerati artefici e inventori di tutte le principali innovazioni, culturali o tecnologiche, del popolo cinese: in campo medico, agricolo, astronomico etc. È a quest’epoca leggendaria che si fa risalire la nascita della medicina cinese e dell’ AP; in particolare, si deve all’Imperatore Giallo (Huang Di) la stesura del testo fondamentale di tutta la Medicina Cinese il Nei Jing, a sua volta diviso in Su Wen (81 cap.) e Ling Shu (81 cap.) Si tratta certamente di un’opera straordinaria, ma è altrettanto certo che essa sia stata scritta da più mani e, probabilmente, nell’arco di non meno di 500 anni. Il mito di Huang Di è superato dalle attuali conoscenze archeologiche, ma l’attualità e il valore straordinario del Nei Jing sono immutati e rappresentano un autentico tesoro della cultura, non solo cinese, ma di tutta l'umanità.

La Medicina Cinese attraversa dunque, con alterne fortune, almeno 4000 anni di storia, superando episodi dolorosi e drammatici come il rogo dei libri ordinato da Qin Shi nel 220 a. C. e si sviluppa in un paese in cui i periodi di divisione, guerre intestine e dominazioni straniere sono maggiori rispetto a quelli caratterizzati da unità territoriale, sotto il potere centrale di un unico imperatore. Questo fa sì che la Medicina Cinese assuma le diverse identità che la differenziano geograficamente su tutto il territorio della Cina, facendone un corpus dottrinario tutt’altro che monolitico, ma articolato e ricco di sfumature. 

(molte delle notizie storiche suesposte sono tratte dall'opera "Medicina Cinese: la radice e i fiori" di Giulia Boschi, cui va la mia affettuosa riconoscenza)


Ma la domanda che quasi quotidianamente il medico agopuntore si sente rivolgere dai suoi incuriositi pazienti è sempre quella: "..ma come hanno fatto i cinesi a scoprire i punti? I meridiani? Insomma l'AP, da quale intuizione nasce?".

E' evidente che non possediamo dati certi per rispondere a questa domanda e possiamo fare solo delle ipotesi. Alcuni studiosi tendono ad avvalorare la leggenda secondo la quale un cinese portò la vecchia madre sulle spalle verso una montagna sacra per pregare affinchè venisse liberata da una sciatica dolorosissima. Il baldo giovane portò la madre sulle sue spalle ma a un certo punto del percorso le forze gli vennero meno e, sfinito, lasciò cadere la madre che finì su delle pietre silicee acuminate, queste la penetrarono in un punto situato nel gluteo.  La vecchia si ferì, ma la sciatica passò all'istante;  da allora quelle pietre vennero considerate sacre e diedero inizio alla pratica della litopuntura (lithos = pietra) che, di soperta in scoperta, diede origine all'AP.
Ho avuto la fortuna di sentire questo racconto direttamente dalle labbra di Chen Da Zhong, famosissimo professore di AP dell’Università di Shanghai (qui con me in una foto scattata a quell'epoca: 1989) 

Certamente egli non credeva che le cose fossero andate proprio così, ma è evidente come egli avallasse l’ipotesi che all’AP ci si sia arrivati per caso e per tentativi successivi; oggi questa ipotesi non gode di molto seguito.

 

 

Altra ipotesi piuttosto gettonata è quella che gli antichi cinesi, attraverso pratiche di meditazione e di ascesi di scuola taoista, potessero acquisire stati di coscienza e di percettività non ordinari; in questi stati, i grandi maestri del passato ebbero la percezione del fluire della propria e dell’altrui energia. In poche parole essi “videro il qi” e da qui mosse la descrizione dei meridiani come percorsi preferenziali del qi nel corpo, e dei punti come una serie di “pozzi” lungo i meridiani.
Questa ipotesi è certamente molto cara a tutti i praticanti di Qi Gong e Taiji. 

 

Un’altra possibilità viene adombrata dal Dr Mussat, grande studioso francese il quale ritiene che tutta la medicina cinese derivi da un grafico, chiamato Ba Gua, certamente affascinante nella sua bellezza, che viene attribuito a FuXi imperatore mitico e illustrato qui sotto in modo essenziale.  

                                                     

In questo grafico, in modo criptico e simbolico, sono illustrate tutte le grandi leggi che portano alla formulazione di una Medicina Energetica che vede nell'AP la sua geniale realizzazione pratica.
Mussat però, ritiene che il contenuto simbolico presente nel grafico possa essere ritrovato come patrimonio culturale anche di altre civiltà, lontane geograficamente da quella cinese (es. in Sud-America). Dunque essa farebbe parte del sapere di una civiltà ancora più lontana nel tempo che avrebbe affidato, in forma simbolica, la propria conoscenza a diversi gruppi etnici che ne sarebbero divenuti i custodi, fra questi i cinesi. Ipotesi ardita, ma non da scartare, dovendo considerarsi diversi fatti insoliti, fra i quali ne cito uno soltanto: il grafico in questione è stato certamente stilato da qualcuno che conosceva molto bene il significato e l’uso della numerazione binaria, numerazione che in occidente è conosciuta solo dopo l’enunciazione di Leibniz (1646-1716); come facevano dunque i cinesi a padroneggiare una cosa simile 2000 anni prima, da dove veniva questa loro capacità che irrompe all'improvviso, senza nessun presupposto? Senza un percorso?
Ecco così che l’AP viene vista come una semplice tecnica, la cui essenza ispiratrice però, risiederebbe nelle conoscenze di una civiltà antichissima, pre-storica e che qualcuno azzarda a dire “forse non terrena”.

L’unica cosa certa è che non abbiamo niente di certo, perciò chiunque, anche il lettore, può avanzare la sua ipotesi sulla nascita dell’AP, nessuno avrà argomenti a sufficienza né per stroncarla né per consacrarla. 

 
 
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