“Come funziona l’AP? Come fanno gli aghi ad agire e a curare?”
Questa è una delle domande che più frequentemente mi vengono rivolte dai miei pazienti e risponderò qui nello stesso identico modo col quale rispondo alla loro legittima curiosità :
esistono due spiegazioni, quella scientifica e (parafrasando Castaneda) quella degli stregoni.
La spiegazione scientifica
Innanzi tutto l’AP si fa con gli aghi e questi non contengono nulla (non si può immaginare quante persone credono che gli aghi siano in qualche modo medicati, intinti in qualche sostanza).
Gli aghi sono aghi e basta, certo sono molto di più di un pezzo di ferro.
Essi sono metallici, ma più frequentemente bimetallici e questo è importante.
Solitamente l’ago per AP ha uno stelo di acciaio armonico e il manico costituito da un filo avvolto a spirale di rame crudo o argentato (esistono e sono sempre più diffusi gli aghi monometallici, o anche col manico di plastica; personalmente concordo con M. Mussat, il quale, riportando dati sperimentali, attribuisce all’ago classico migliori capacità elettriche e perciò maggior efficacia terapeutica).
Dunque, essendo una coppia galvanica, l’ago ha evidenti doti elettriche, esso può essere considerato (e di fatto è) una piccola pila e questa pila, questo oggetto elettricamente attivo, quando viene infitto nel corpo di un paziente interferisce pesantemente con il suo campo elettromagnetico indotto.
Cos’è questo campo elettromagnetico?
Molto semplicemente tutti noi, vivendo, produciamo un campo elettromagnetico, debole ma evidente, esso è creato dal nostro metabolismo, dalle attività organiche e ricopre il nostro corpo nella sua interezza.
In questo fenomeno non c’entra nulla l’attività nervosa che funziona con potenziali elettrici molto maggiori e che , non a caso, è elettricamente isolata dalla mielina che ricopre ogni nervo.
Questo campo elettromagnetico, non ancora sufficientemente studiato a causa dei suoi bassissimi potenziali e delle facilissime interferenze, è certamente un potente veicolo di informazioni dalla periferia verso il centro e viceversa; quando si inserisce un ago in questo campo lo si perturba creando un “segnale”.
Questo segnale è veicolato fino al Sistema Nervoso Centrale dove viene processato e dove viene elaborata una risposta: questo fa l’AP.
Come lo faccia e quale sia la “sintassi” attraverso la quale questi segnali vengono processati è la sfida alla ricerca dei prossimi anni, per ora sappiamo quasi nulla.
Facendo un paragone è come se avessimo capito che la comunicazione fra due persone si compie grazie l’emissione e alla percezione di suoni, e questo è un passo; poi comprendere il linguaggio, le sue regole, saperlo parlare, è altro passo e ben più lungo.
La spiegazione degli stregoni
(...la spiegazione degli stregoni tira un colpo che non si può parare. Carlos Castaneda)
Da quando lessi Castaneda mi fu sempre cara questa definizione e trovo che si adatti perfettamente a ciò che vado a dire, poiché la Medicina Cinese è stata considerata, per lunghi anni anche in Italia, “roba da stregoni”, e questo detto un po’ ridendo e un po’ no.
Dunque i cinesi considerano che tutto il mondo sia “Qi” (energia), se più aggregato è materia, se più rarefatto è energia e funzione.
Il corpo ha un qi e questo circola attraverso i canali meridiani.
Non può esistere malattia senza che vi sia un’alterazione della circolazione del qi, anzi l’alterazione della circolazione del qi è l’essenza stessa della malattia, senza alterazione nel fluire del qi non c’è malattia; se il qi scorre fluido abbiamo lo stato di salute e benessere.
Se il paziente è malato, se soffre, il medico ha come primo compito quello di scoprire dove il qi vede alterato il suo fluire, dove il qi è in stato di pienezza o di deficit, dove il qi è agitato dal calore o paralizzato dal freddo, insomma, la prima cosa che deve fare il medico è la diagnosi.
Questo deve essere chiaro: la Medicina Cinese e l’AP richiedono una diagnosi; si tratta di una diagnosi energetica, ma è una diagnosi chiara, circostanziata: non esiste “male qui ago qui, male là ago là” questa è una degenerazione dell’AP, è AP da medici scalzi, è “agoterapia a prova di stupido” come diceva il mio compianto Maestro.
Dunque fatta la diagnosi, si propone la terapia attraverso l’infissione e la manipolazione degli aghi.
La spiegazione degli stregoni ci dice che l’ago è il prolungamento dell’intento del terapeuta il quale, attraverso di esso, raggiunge il qi del paziente e “lo tocca”, lo dirige, gli dà impulso.
Ecco che possono essere sciolti i nodi, colmate le lacune, riportata l’armonia del corretto fluire del qi.
A qualcuno può parere assurdo che si faccia medicina nel 2000 con questi concetti, ma mi preme sottolineare come sia importante essere coerenti al sistema di riferimento che si è scelto di adottare.
Non esiste “la realtà”, ne esistono diversi modelli descrittivi (non lo dico io, ma la Fisica moderna), dunque se io accetto fin dall’inizio “la spiegazione degli stregoni” e procedo coerente con essa, alla fine avrò una risposta nel linguaggio degli stregoni, ma sarà comunque una risposta capace di dirmi come operare in quanto agopuntore.
La grande differenza fra la spiegazione scientifica e quella degli stregoni risiede proprio nel fatto che quest’ultima possiede (coerentemente al proprio sistema di riferimento) le chiavi della sintassi del corpo, dando così, al medico, una operatività che la spiegazione scientifica non è ancora arrivata a dare.