Data 22-03-2010
Approvato l'o.d.g. che riconosce l'Agopuntura come terapia del dolore
 
Data 18-03-2010
Gravidanza: agopuntura per combattere la depressione
 
Data 12-03-2010
L' Agopuntura aiuta anche l'apprendimento e la memoria
 
 
Data 2010-01-21
Agopuntura in Dermatologia

Ho l'occasione e l'onore di  ospitare in questo spazio una pubblicazione di grande interesse che l'amico Carlo Di Stanislao mi ha inviato. 

 
Data 2009-12-15
L'agopuntura sconfigge il dolore

Un'interessante intervista alla Dott.ssa Monzani del Centro So-Wen di Milano

 
 
 

Questo è il sito-web del dott. Andrea Finestrali, medico agopuntore.

Il sito non è indirizzato particolarmente a medici o operatori sanitari, ma ad un pubblico più ampio e ha l'ambizione di dare risposta a qualcuna delle domande che più frequentemente vengono poste, sull'Agopuntura, da parte di chi vuole soddisfare qualche curiosità. 

Vi si possono trovare anche notizie, articoli, curiosità; speriamo che possiate trovare la navigazione di vostro gradimento.

 
Agopuntura e incidenti infettivi di Carlo Di Stanislao

 

Secondo dati disponibili presso l’Istituto Superiore di Sanità, l’agopuntura sarebbe la quarta cura più diffusa presso i 9 milioni di utenti che si curano con le medicine alternative, adottata dal 5,8 per cento delle persone, dopo omeopatia (27,3 per cento), massaggi (20,5) e fitoterapia (10,5).

Il pericolo di contrarre infezioni a causa dell'agopuntura è sottostimato in tutto il mondo. Lo afferma un editoriale dei medici dell'Universita' di Hong Kong pubblicato dal British Medical Journal, in cui gli esperti chiedono regole più strette sull'utilizzo degli aghi. Secondo l'articolo spesso le patologie provocate da questa pratica, che comprendono le infezioni batteriche ma anche l'epatite B, non vengono riconosciute perché hanno un lungo tempo d’incubazione. Gli autori chiedono quindi di avere la massima attenzione ad infezioni 'sospette', e di stare attenti soprattutto alla presenza d’infezioni ripetute nella stessa zona.

"Per prevenire le infezioni trasmesse dall'agopuntura - conclude l'editoriale - bisogna aumentare le misure di sicurezza, come l'uso d’aghi usa e getta e una maggiore attenzione alla disinfezione, con procedure che dovrebbero essere definite da regole precise. Va precisato che in Italia, come nel resto d’Europa, l’agopuntura è praticata da personale esperto (da noi solo medici), che non solo usano disinfettanti adeguati, ma anche aghi monouso, con rischio nullo di infezioni locali o sistemiche. Sull’efficacia dell’agopuntura sono stati pubblicati negli ultimi anni numerosissimi studi; basti pensare che nella sola banca dati medica Med-Line sono contenuti quasi 13.700 articoli scientifici dedicati proprio a questa pratica.

Ad occuparsene in maniera approfondita è stata anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha pubblicato le linee guida internazionali sui siti cutanei dove posizionare gli aghi, individuandone ben 86 di comprovata efficacia, permettendo così al trattamento di divenire riproducibile e ripetibile, come richiesto dagli standard scientifici, ottimizzandone l’efficacia clinica: dalle tossicodipendenze al tunnel carpale. Secondo l’Oms, è stato provato dall’evidenza medica che l’agopuntura risulta efficace e indicata in numerose patologie o condizioni di malessere.

Tredici anni fa il National Institute of Health americano (equivalente al nostro Ministero della salute) ha pubblicato gli atti di una “consensus conference”» dedicata all’agopuntura nelle cui conclusioni si legge: “L’agopuntura come intervento terapeutico è ampiamente praticata negli Stati Uniti. Sono emersi risultati promettenti persino nella terapia delle tossicodipenze, nella riabilitazione dopo infarto, nella fibromialgia, nella miofascite, nella sindrome del tunnel carpale, dell’osteoartrite, patologie per le quali l’agopuntura può essere utile sia come trattamento aggiuntivo sia come alternativa ad altri trattamenti”.

Circa i rischi reali dell’agopuntura, una revisione sistematica di studi prospettici sulla sicurezza dell’agopuntura ha rilevato solo due casi di pneumotorace e due casi di rottura dell’ago in 250.000 trattamenti. Un’indagine prospettica di agopuntori giapponesi ha riportato solo 94 casi d’incidenti di scarsa importanza, i più comuni dei quali consistevano nella dimenticanza di un ago e nello svenimento, ma nessun incidente grave in 65.000 trattamenti. Inoltre, un’indagine prospettica condotta di recente in Gran Bretagna su 31.822 sedute presso 78 medici e fisioterapisti che praticavano l’agopuntura ha descritto un tasso di 14 incidenti di piccola entità, per esempio mal di testa o svenimento ogni 10.000 sedute di agopuntura.

Tornando al lavoro cinese, che è stato amplificato dalla stampa divulgativa nostrana, va infine detto che gli aghi monouso usati in Italia sono sottoposti a pulizia elettrolitica, sterilizzati con gas ossido di etilene e pertanto, del tutto scevri da rischi infettivi.
(articolo già apparso sul magazine "Salute e Bellezza")

Data 26-03-2010
 
Nuove Linee Guida FNOMCeO sulle MNC di Roberto Gatto (presidente S.I.A.)

Nei giorni scorsi la Federazione ha trasmesso agli Ordini Provinciali il documento sulle Medicine non Convenzionali approvato dal Consiglio Nazionale nella riunione del Dicembre 2009.

Il documento affronta in maniera organica l’argomento e fissa alcuni punti fondamentali, inerenti in particolare la formazione nel settore.

Le MNC oggetto del documento sono Agopuntura, Fitoterapia, Omeopatia, Omotossicologia, Medicina Antroposofica, Ayurvedica e Medicina Tradizionale Cinese. Queste medicine vengono definite “sistemi di diagnosi, di cura e di prevenzione che affiancano la medicina scientifica avendo come scopo comune la promozione e la tutela della salute” e con ciò se ne ribadisce la dimensione di atto medico oggetto di attività riservata. 

Nell’invitare gli Ordini Provinciali ad istituire gli Elenchi distinti dei medici chirurghi e degli odontoiatri esercenti le medicine e pratiche non convenzionali, la Federazione fissa i criteri di qualità della formazione nelle MNC, che permettono l’inclusione nei suddetti elenchi.

Le caratteristiche salienti dei corsi sono le seguenti:
• monte ore minimo di 600 ore, delle quali almeno 400 di formazione teorica, almeno 100 di pratica clinica, almeno 100 di formazione guidata e studio individuale;
• obbligo di frequenza per gli allievi dell’80% delle lezioni teoriche e pratiche
• presenza di insegnamenti sulle specifiche previsioni legislative e deontologiche in materia
• durata minima 3 anni
• esami per ognuno degli anni di corso e discussione finale di una tesi
• formazione articolata in lezioni frontali, seminari, attività di gruppo, fad, formazione sul campo, tutoraggio, studio individuale

I soggetti pubblici e privati accreditati alla formazione devono soddisfare i seguenti requisiti:
• responsabile didattico con almeno 5 anni di esperienza clinica documentata e 7 anni di docenza specifica;
• corpo didattico composto da almeno 3 docenti i quali devono aver frequentato corsi di formazione di durata minia triennale e possedere almeno 5 anni di esperienza clinica documentata;
• assicurare la presenza di un Presidente di commissione esperto nelle MNC designato dall'Ordine provinciale in sede di esame finale.

Il documento contiene poi delle disposizioni transitorie riguardanti i requisiti per l’iscrizione nei registri. Per i 6 mesi successivi all'approvazione delle linee guida potranno essere iscritti negli Elenchi i medici chirurghi che soddisfino almeno uno dei seguenti criteri: 
a) attestato rilasciato al termine di un corso di almeno 200 ore di insegnamento teorico-pratico di durata triennale con verifica finale;
b) attestazione di iter formativo costituito da corsi anche non omogenei che permettano di aver acquisito una competenza pari a quella ottenibile con corsi di cui al punto a);
c) certificazione di formazione, documentata per almeno cinque anni, acquisita sotto la supervisione di un medico chirurgo o di un odontoiatra esperto riconosciuto nella materia;
d) documentazione di almeno cinque anni di docenza nella MNC specifica presso un soggetto pubblico o privato accreditato alla formazione;
e) certificazione di pratica clinica nella MNC specifica, in struttura pubblica da almeno due anni rilasciata dal responsabile della struttura.

Al termine del periodo transitorio di 6 mesi, l’iscrizione agli Elenchi sarà subordinata unicamente al possesso dell'attestato rilasciato dai soggetti pubblici e privati accreditati che nel frattempo avranno provveduto ad aumentare le ore di insegnamento teorico-pratico a 400 per i corsi conclusi nel 2010, a 500 per i corsi conclusi nel 2011 fino a giungere alla regolamentazione a regime nel 2012.

Data 30-01-2010
 
Medicine non convenzionali, ci vuole una legge.

di Alessandra Giordano

 

L’hanno dichiarato forte e chiaro e più volte: la medicina omeopatica, l’agopuntura o le altre medicine non convenzionali sono sempre al fianco dell’allopatia. Ciò che è importante è solo la salute del paziente, comunque questo venga curato, poiché “le due medicine devono integrarsi per ricercare la scelta migliore in termini di salute”.

Ma per far ciò occorre una regolamentazione, una fattiva collaborazione tra le varie discipline per arrivare ad una proposta di legge. Allora ben vengano le riunioni ad hoc e i convegni come quello organizzato sabato scorso nella sala dell’ordine dei medici della provincia di Napoli dal dott. Filiberto Molese, Presidente del Club di medicina biologica Ariele in collaborazione con l’Amab, gli agopuntori bolognesi.

Tra le testimonianze riportate dai partecipanti alla tavola rotonda alla quale ha portato il suo saluto il padrone di casa, dott. Gabriele Peperoni presidente dell’Ordine ospitante, è stato detto che “tra le terapie utilizzate soprattutto nei pazienti con lesioni gravi e tumorali, è stato sottolineato che anche l’omotossicologia e l’omeopatia hanno consentito – da sole o in associazione con altre cure – di ottenere risultati sorprendenti ed inattesi portando a soluzione definitiva patologie altrimenti giudicate incurabili”.
E, ancora, che “l’omeopatia funziona, pur senza comprenderne appieno i meccanismi d’azione, poiché i risultati fino ad oggi ottenuti su decine e decine di malati ‘inguaribili’ sono stati poi curati e guariti omeopaticamente…”

“L’ideale della medicina omeopatica – spiega la Presidente dell’Apo Italia, Vega Palombi Martorano – è quello di educare l’uomo all’attenzione di una visione globale ed unitaria dell’essere vivente nel suo rapporto imprescindibile con la natura”.

Nel progetto Apo di educazione alla salute da divulgare nelle scuole, promosso con circolare ministeriale 362/92, la Martorano sottolinea come non si voglia assolutamente propagandare l’omeopatia quale medicina alternativa, bensì raccomanda di utilizzare il metodo proposto dall’omeopatia come “strategia di prevenzione”. La cosiddetta “medicina dolce”, perché non tossica, si basa proprio sulla conoscenza della propria unità psico-fisica e sia gli insegnanti che i ragazzi delle scuole imparano, attraverso una serie di incontri, a cogliere la forma di reazione di un soggetto con l’ambiente, intendendo con esso anche la famiglia, il lavoro, l’alimentazione e il clima.

Apparentemente in Italia – vista la Carta costituzionale che proclama la salute fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività, garantendo cure gratuite agli indigenti – c’è libertà di scelta terapeutica, ma di fatto, viene negato all’utente un rimborso delle spese e quindi viene impedito alle fasce economicamente più deboli, di potersi avvalere della medicina alternativa.

Il Convegno – al quale hanno preso parte esperti e agopuntori, giuristi e filosofi – si è chiuso, dunque, con una proposta di legge che la Medicina alternativa venga a pieno titolo regolamentata nella struttura pubblica come in quella privata e che a tutti i livelli –dai reparti ai ministeri – ci sia sempre la presenza di un medico omeopata. E, ancora, che nelle Università e nelle Scuole siano previsti corsi di specializzazione e che vengano, infine, stanziati finanziamenti da parte dello Stato destinati alla ricerca scientifica in tal senso.

Data 14-12-2009
 
 
 
 
 
 
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